disturbi di personalità, psicologia psicoterapia

Il Disturbo Narcisistico di Personalità: la Regina di Cuori

Il Disturbo Narcisistico rientra tra i Disturbi di Personalità che, secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, o DSM), sono caratterizzati da comportamenti ad alto contenuto emotivo e inclini alla drammatizzazione, disfunzionali, rigidi e che coinvolgono vari ambiti di vita: familiare, sociale e lavorativa.
Il disturbo narcisistico in particolare è molto complesso e vario, specialmente se consideriamo la cultura nella quale quale viviamo, dove l’autostima è spesso esaltata e ampiamente celebrata.
Può essere perciò difficile distinguere tra una personalità con una buona stima di sé e delle proprie possibilità ed una forma di narcisismo che sconfina nel patologico.

Proviamo a tracciare un profilo psicologico della personalità narcisista prendendo come modello uno dei personaggi più celebri di “Alice nel paese delle meraviglie”: la Regina di Cuori.
In questo caso, faremo riferimento al personaggio disneyano, che ben si presta al nostro scopo.

Secondo il DSM-IV-TR, il disturbo narcisistico di personalità per essere diagnosticato come tale deve comprendere almeno cinque dei seguenti sintomi:

  • senso grandioso ed esagerato della propria importanza: l’individuo narcisista esalta oltre misura risultati ottenuti e abilità possedute, si aspetta di essere considerato superiore senza che via sia un’adeguata motivazione;
  • fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati e ingiustificati;
  • convinzione di esser unico e speciale: il narcisista si sente pienamente compreso solo da pochi altri eletti che percepisce al suo stesso livello;
  • richiesta di ammirazione spropozionata rispetto alla realtà;
  • pretesa di trattamenti di favore e soddisfazione immediata di tutte le proprie richieste e aspettative;
  • sfruttamento interpersonale, il narcisista utilizza gli altri come strumenti per raggiungere i propri scopi;
  • mancanza totale di empatia, incapacità di riconoscere o identificarsi con sentimenti e necessità altrui;
  • invidia degli altri e convinzione che tutti gli altri lo invidino;
  • comportamenti arroganti e presuntuosi, spesso caratterizzati da incontrollabili scoppi d’ira qualora le sue aspettative non vengano realizzate.

Vi ricorda qualcuno???

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La nostra Regina di Cuori è una sovrana dispotica e irascibile, che pretende devozione assoluta e totale ammirazione da chiunque si trovi al suo cospetto.
Necessita di essere costantemente adulata e ricevere conferme continue sulla sua grandiosità, abilità e indiscutibile autorità.
Tutte le sue richieste devono essere soddisfatte nell’immediato, anche le più assurde e irrazionali pena…il taglio della testa!
Uno dei sintomi principali che possiamo rilevare è la sua assoluta mancanza di empatia: nessuna pietà per le povere carte da gioco colpevoli di aver dipinto di rosso le sue rose (pur di esaudire le sue pretese irrazionali) e assolutamente nessun ripensamento sulle sue irrevocabili decisioni… ricordate il processo di Alice?
Sugli scoppi d’ira non è necessario soffermarsi!

Quali sono le cause profonde che concorrono nello sviluppo di un tale disturbo?
Nella comunità scientifica esistono diverse correnti di pensiero, ma tutte possono essere ricondotte alla prima infanzia e al ruolo della famiglia nell’età dello sviluppo.

Secondo alcune teorie, i genitori del futuro narcisista credono fortemente nella superiorità del bambino, per cui lo allevano nella convinzione di possedere delle caratteristiche che lo collocano ad un livello più elevato rispetto agli altri, enfatizzando e dando importanza solo ai successi.

Altri studi sostengono invece che, alla base del disturbo narcisistico, vi sia la situazione opposta, ossia un ambiente familiare incapace di fornire al bambino le necessarie attenzioni e cure, di incoraggiarlo e sostenerlo dal punto di vista emotivo, di aiutarlo a costruirsi un’adeguata autostima. Una volta adulto, l’individuo imparerebbe a rispondere a tale atteggiamento ingaggiando una lotta costante per ottenere attenzione e ammirazione.

Un’ulteriore ipotesi, infine, fa riferimento al fatto che spesso gli individui narcisisti crescono in famiglie chiuse e isolate dal resto della comunità, per cui il bambino cresce sentendosi diverso e rifiutato dal gruppo di pari, diventando oggetto di offese e umiliazioni. L’individuo quindi risolverebbe la continua minaccia alla propria autostima sviluppando un senso di superiorità.

Le esperienze di umiliazione, specialmente se pubbliche, vengono vissute come intollerabili dal narcisista patologico. La semplice critica o messa in discussione delle sue qualità o del suo operato è fonte di una sofferenza che non è in grado di sopportare e che lo pone nella condizione di sentirsi inferiore. L’individuo affetto da disturbo narcisista pertanto cerca di evitare tali situazioni, o quantomeno di limitarne i danni, attraverso la messa in atto di strategie difensive che, come abbiamo già detto, consistono essenzialmente nell’autoaffermazione delle proprie capacità, nello sviluppo di un atteggiamento freddo e altero e nell’utilizzo di un comportamento aggressivo al fine di evitare qualsiasi critica.

Questi individui si circondano di persone con le quali intrattenere rapporti superficiali e di sudditanza psicologica nei loro confronti, al fine di poter mantenere un certo controllo e distacco emotivo. La scelta del partner non è mai casuale: nel caso della nostra Regina basti pensare al timido e sottomesso Re…

Generalmente il narcisista entra in terapia quando si rende conto di non riuscire a mantenere relazioni affettive stabili e soddisfacenti. Si rende conto che “qualcosa non va” ma per lui è molto difficile attribuirne la causa a sè stesso piuttosto che agli altri.

La psicoterapia si è dimostrata molto efficace nel trattamento di questo tipo di disturbo. Il paziente lavora sulla sostituzione delle proprie convinzioni disfunzionali, accettando il fatto che si può essere “unici e speciali” pur rimanendo esseri umani coi propri difetti e debolezze. Inoltre può essere molto utile rielaborare e accettare le esperienze vissute nella famiglia d’origine che hanno portato allo sviluppo del disturbo.

Secondo voi la Regina di Cuori è stata una bambina svalutata dai genitori e oggetto di scherno dal gruppo dei pari o, al contrario, il suo ego è stato abbondantemente nutrito fin dalla più tenera età?

In entrambi i casi si consiglia un percorso di psicoterapia… se non altro per la salvaguardia del regno e della salute mentale del Re!

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